Leonardo's profileNon pentirti, non giudic...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    L'ultima pagina di quel diario...

    Solo dopo quasi un anno trovo il coraggio di pubblicare questa lettera...l'ultima lettera di quel diario che da quel giorno non ho mai più aperto. Qualcuno nel vederla qui potrebbe trarne grandi soddisfazioni personali, ma quelle soddisfazioni potrebbe benissimo sbattersele nel culo perchè  è solo uno il motivo che mi ha portato a pubblicare questa lettera: qualcosa così bello, così intenso e coì profondo non può restare un semplice documento in formato word in un freddo hard disk di un pc.

    03/11/08

    Ciao, sarai sicuramente rimasto sorpreso quando mi avrai visto lasciare lì quel pacco…e sicuramente ti starai chiedendo il perché di quel quadro così grande, ingombrante, e forse anche inutile e stupido. Era il lontano 25 agosto, il giorno stesso in cui Armando tornò a casa, che incominciammo a pensare cosa prepararti per il diciannovesimo compleanno. Alla fine decidemmo per un collage di foto, ma non un collage qualunque: un collage enorme: 150x70 Cm! Era un progetto ambizioso: avrebbe richiesto un grande sacrificio di tempo, energie e denaro. Nonostante questo decidemmo di realizzarlo lo stesso, pronti a superare qualunque difficoltà che avremo incontrato. Quel collage doveva essere un simbolo: il simbolo della nostra Amicizia. Doveva essere grande: come grande era l’affetto che ci univa. Doveva essere esagerato: per poterti far arrivare un messaggio che pensavamo non avessi ancora recepito: “Siamo i tuoi Amici: quelli su cui potrai contare in ogni istante e che resteranno per sempre lì vicini a te!”. Più volte avevamo tentato di farti capire questa cosa. Più volte ti eri opposto. Io più di tutti avevo cercato di farti vedere le cose in modo diverso. Ma più di tutti ero andato incontro a continui fallimenti…Carichi di entusiasmo iniziammo il nostro lavoro. Nonostante negli ultimi tempi di settembre discussioni e delusioni erano all’ordine del giorno, ogni domenica mattina tutto veniva messo da parte in vista di quell’obiettivo finale che pensavamo avrebbe ricambiato i nostri sforzi…Tutto questo fino a quando quel sabato sera del 20 settembre ci lasciasti a piedi. Tutto questo fino a quando quella domenica sera del 21 settembre scopristi le tue carte: da quella sera decidesti che era inutile continuare a vederci; decidesti di dare un calcio a tutto quello che c’era stato nei sette mesi precedenti; decedesti di sputare su tutto quello che avevamo fatto; decidesti di pisciare su tutte le esperienze fatte insieme; decidesti di mandare a puttane quanto c’era stato tra di noi. Nonostante questo anche quella domenica mattina, così come le altre fino al 2 novembre, io e Armando abbiamo deciso di portare a termine quel lavoro iniziato. Perché lo abbiamo fatto non lo so. Forse perché ormai eravamo a metà del lavoro, forse perché pensavamo che si trattasse soltanto di un momento no, forse perché pensavamo che il giorno dopo avresti telefonato e ti saresti scusato…ma non lo hai fatto. Ogni giorno abbiamo aspettato quella telefonata…telefonata che non è mai arrivata. Sono passati i minuti, le ore, i giorni, le settimane, un mese…A quel punto il tempo abbiamo smesso di contarlo. Oggi, 3 novembre, sono passati 43 giorni da quel lontano 21 settembre. Sembra quasi che sia passata una vita; così come quasi lungo quanto una vita è il tempo che ormai ci separa…che ci ha separato…che hai voluto ci separasse…Ogni giorno ci chiedevamo perché! Ogni giorno qualcosa ci parlava di te. Ogni giorno qualcosa ci faceva restare lì a guardarci in silenzio senza saper trovare una risposta a quella domanda che diventava, giorno dopo giorno, un tormento sempre più grande. Una domanda a cui non hai voluto mai dare risposta. Ma non fa niente. Ha parlato il tuo silenzio che ci ha fatto capire che non eravamo così importanti da meritare quella risposta; che ci ha fatto capire che per te non siamo mai stati nulla. Il tuo silenzio ha spezzato il nostro cuore avvolgendolo in una fredda coperta di ghiaccio. Il tuo silenzio ha spento quanto di felice, allegro e spensierato c’era in noi: due ragazzi felici di aver trovato un’altra persona come loro; due ragazzi che purtroppo sono rimasti illusi. Abbiamo da poco finito di incartare il tuo regalo. È un momento triste; e non puoi nemmeno immaginare quanto lo sia. Non puoi capire quali strani immagini ci passano davanti agli occhi nel lanciare un finto sguardo indifferente a quelle foto. Siamo lì che incartiamo il quadro. Nessuno osa parlare per non rischiare di rompere un’atmosfera quasi mistica. Ogni tanto il nostro sguardo si incrocia...per poi distogliersi velocemente. È uno sguardo assente. Uno sguardo che vede il passato. Uno sguardo che sta rivedendo tanti momenti…soprattutto quelli della vacanza a Vieste. La pelle d’oca in queste situazioni è normale, ma fingiamo di avere freddo per il tempo…anche se tanto freddo non fa. È il gesto simbolico con il quale chiudiamo definitivamente quanto c’è stato tra noi. Che sia stato bello o brutto non ha importanza. L’unica cosa veramente importante è come ognuno di noi lo ha vissuto e quali sono state le emozioni che ha provato vivendolo. Un momento fatto di alti e di bassi, soprattutto nell’ultimo periodo, ma un momento unico ed irripetibile. E non sono frasi fatte quelle che sto usando. Sai che non sono mai stato un ipocrita. Chi avrebbe mai immaginato che avremo passato lontani questo giorno. Questo momento così importante sa di amaro. Un amaro difficile da buttare giù…per quanto ci siamo abituati. Soprattutto se pensiamo che mai avremo immaginato che tutto potesse finire così. Avremo dovuto passare questo giorno insieme. Vuoi sapere come? Saremo scomparsi per tutto il giorno, senza rispondere a tue eventuali telefonate,  per poi presentarci a sorpresa a casa tua la sera tardi. Perché? Perché volevamo essere gli ultimi a farti gli auguri. Volevamo che prima di addormentarti avessi guardato quel quadro e avessi pensato a noi. Saremo andati da zio Felice, ti avremo fatto spendere tutti i soldi che avevi, ti avremo preso in giro, avremo fatto tante foto e alla fine saremo andati a letto tutti fieri, soddisfatti, contenti, felici e con il cuore pieno di gioia. Sarebbe stato uno di quei momenti che si ricordano per tutta la vita…E invece guarda com’è andata a finire…Che dirti…non lo so. Ci sono così tante cose che vorrei dirti che non so nemmeno da dove iniziare; e non so nemmeno se ne valga realmente la pena perché già so che le mie parole non servirebbero praticamente a niente. Già so che alla fine ti dirai che è la vita e che è giusto che tutto sia andato così. Già so di aver perso soltanto tempo. Spero solo che non butterai questo quadro…come invece ha fatto R. T.. Lo so, visto ora può sembrare un mostro, ma forse un giorno quando lo riguarderai capirai che molto spesso basta un piccolo gesto, una piccola azione, una piccola parola per rendere felice qualcuno. Non importa se lo appenderai o meno, ma ti chiedo di non buttarlo. Pensa che lì dentro è racchiuso l’affetto di due stronzi che ti hanno voluto bene per davvero; che hanno pensato prima a te e poi a loro stessi; che hanno continuato quanto avevano iniziato guidati dalla speranza che forse le cose si sarebbero messe a posto. Lì dentro è racchiusa l’essenza di quello che siamo stati. Per noi lì dentro è racchiusa l’essenza di una Vera Amicizia! Se poi la vista di quel quadro ti dovesse dare tanto fastidio da non riuscire a tenerlo dietro un armadio o in cantina tra i topi e la muffa, riportalo indietro. Riportalo a noi…riportalo a me…Lo metterò dietro l’armadio insieme a quello dei miei vecchi Amici. E lì resterà…per tutta la vita…così come in quell’armadio resterà per sempre lo scatolo dove ho chiuso R. T.. Da quel 21 settembre le cose si sono fatte difficili. Improvvisamente la nostra vita è diventata vuota, sterile, priva di significato…Non ci eravamo mai resi conto di quanto fossimo legati a te. L’unica consolazione siamo stati noi stessi che ancora una volta ci siamo sorretti a vicenda e abbiamo deciso di superare insieme questo momento. Non ti nascondo che molto spesso ci siamo ritrovati ad uscire da soli o a stare con persone che non ci piacevano. In un modo o in un altro siamo però riusciti ad andare avanti; a rifarci una vita; a riempire gli spazi vuoti che ci hai lasciato. E dopo un po’ di tempo siamo finalmente riusciti ad uscirne…In tutto questo tempo che ci ha separato, ho avuto modo di conoscere nuove persone. Persone che mi hanno tenuto compagnia. Persone che hanno cercato di prendere il tuo posto. Persone che hanno finito per volermi bene…Ma purtroppo io il mio bene non riesco a darlo a nessuno. Perché? I tuoi dolori sono stati gli ultimi che ho voluto sopportare. Ho deciso di congelare per sempre il mio cuore e di non dare più a nessuno la possibilità di conoscermi realmente. Sono diventato cinico come te. R. T. direbbe: “Finalment l’hai capit. Si doi vot strunz pkkè a rop a me t l’han fatt nata vot”. Sono stato stronzo. Ed è vero! Sono stato stronzo perché mi sono fidato di persone come lui…di persone come te. Sono stato stronzo perché ho aperto il mio cuore a persone come lui…a persone come te. E sono stato stronzo perché persone come lui e te non me l’hanno fatta solo una volta… Una vita persa commettendo sempre lo stesso errore. Una vita persa a dare tutto me stesso agli altri…Ma su una cosa vi sbagliate tutti e due: non siete stati voi a farmi crescere. Sono stati rabbia dolore e sofferenze. È stato il dolore, che non posso negare o nascondere, l’unica cosa che mi ha spinto a stringere i denti, a guardare avanti, a continuare a camminare sotto la pioggia battente dei ricordi. Quel dolore mi è servito: ho capito che non devo fidarmi degli altri; ho capito che anche da chi meno te l’aspetti puoi essere pugnalato; ho capito che spesso ho cercato la felicità in altre persone senza rendermi conto di averla a pochi passi da casa; ho capito che trovare un Amico è più difficile che vincere i 100 milioni di euro di questo Superenalotto! Il dolore mi ha reso forte. La rabbia mi ha guidato…è stata la mia musa ispiratrice…Le sofferenze mi hanno formato. Mi hanno chiuso. Ormai quella famosa corazza che tu, Armando e Raffaele avevate penetrato è stata ricoperta da uno strato di titanio. Oggi posso dire di essere anch’io come il mondo;  posso dire di essere anch’io come voi…E oggi sareste entrambi fieri di me perché anche io come voi credo solo in me stesso. Però in una cosa ho superato tutti e due: a differenza vostra ho un Amico su cui posso contare…e credimi: per quanto tu possa illuderti di essere un forte lupo solitario, non riuscirai mai ad andare avanti da solo perché prima o poi la tua cattiveria ti si ritorcerà contro. E allora sarai come oggi: un cane…un povero un cane che finirà per farsi mangiare dai suoi stessi simili. E allora capirai quello che mi sono sforzato di farti capire ogni giorno. Ma a differenza tua io non sono cattivo: spero che non soffrirai e che ti renderai presto conto dei tuoi errori. Non auguro a nessuno di passare quello che sto passando io…neanche a te. Non voglio le tue scuse. Non mi servirebbero. Ma sarei fiero di te se capissi i tuoi errori e cercassi di non commetterli più. Proprio quando mettevo da parte R. T., arrivi anche tu. Mi sono stupito, sai? Sono riuscito a vivere abbastanza bene questa situazione perché ho imparato dal mio errore. Il mio unico errore? Aver dato tanto ad una persona che capisce, ma che si rifiuta di considerare tutto ciò che non gli passa per le mutande! Cosa mi resta della nostra storia? Mi restano tante cose. Mi restano foto, video e ricordi. Ricordi che prima mi fanno sorridere e poi mi fanno bruciare il cuore per il dolore…un dolore che non posso accettare né capire perché non so nemmeno qual è stata la causa di tutto questo. Non posso nemmeno dirmi di aver sbagliato, perché penso di essermi sempre comportato bene…e forse è stato proprio questo l’errore. Mi resta il ricordo di sette mesi vissuti insieme: il ricordo dei sette mesi più belli della mia vita…Proprio per questo voglio dirti grazie. Voglio ringraziarti per tutte le nuove esperienze, le nuove sensazioni, le nuove emozioni che mi hai fatto provare e vivere. Voglio ringraziarti per avermi offerto un istante felice nella mia infelice vita. Voglio ringraziarti per essermi stato accanto nel momento del bisogno perché, stanne certo, se non ci fossi stato tu accanto a me, non avrei mai avuto il coraggio di affrontare Giacomo. Se non ci fossi stato tu, quel giorno non mi avrebbe mai attirato a casa sua. Non avrebbe mai avuto il pretesto per scusarsi a modo suo. Se non ci fossi stato tu oggi non potrei essere fiero dell’Imbucato’s. Se non ci fossi stato tu oggi non potrei essere fiero del rapporto che ho con Giacomo. Mi hai dato tanto…in bene e in male. Mi hai fatto vivere dei momenti unici…ma come disse un vecchio saggio il 27 marzo fuori l’autoscuola Sara: prima o poi tutto finisce…e questa cosa finisti dopo un po’ per pensarla anche tu. Se non credi che noi non possiamo essere eterni è inutile vivere questi momenti insieme…ma a quanto pare anche quelle mie parole sono state affidate alle ali del vento…come tutte le altre. Mi resta il ricordo delle lunghe chiacchierate in macchina, sotto casa mia, al Pascucci, al Coco’s, nella Banga, sul terrazzino della mia cameretta, fuori casa di Armando, all’Albatros…ricordi che avrai sicuramente messo via…ricordi che per me restano indelebili. Come tu abbia potuto dare un calcio a tutto questo non lo so…ed è inutile che pensi che non hai dato un calcio a niente perché hai dimostrato il contrario: sono passati 43 giorni…e non hai avuto ancora il coraggio di venirmi a dire in faccia il perché della tua decisone. Va bè, se hai fatto quello che ti sentivi di fare hai fatto troppo bene…cosa vuoi che ti dica. Sei solo un povero vigliacco! Ognuno ascolta il proprio cuore. E purtroppo non tutti ne hanno uno. Io ne ho due, mentre tu non ne hai nemmeno uno. Spero almeno che conservi ancora il ciondolo che ti regalai. Doveva essere un ciondolo dell’Amicizia….il ciondolo della nostra Amicizia. Chi sa se lo metterai ancora quando per andare a ballare indosserai la camicia verde a mezze maniche…Spero di averti insegnato qualcosa. Spero di averti insegnato almeno che portare un peso in due è più facile che portarlo da soli e che condividendo le proprie vittorie con qualcun altro, si può essere più felici. Se ti ho insegnato almeno questo, posso dirmi soddisfatto. E non importa se per farti capire questo abbia dovuto rinunciare a tutto…Come ti sarai sicuramente accorto dopo quel 22 settembre ho tolto le tue foto dall’album Amici: man mano che passavano i giorni, diventava sempre più difficile guardare quel tuo sorriso stampato…quella tua protesi…che da qua giù sembra proprio un sorriso da ipocrita. Oggi toglierò tutte quelle che restano ancora negli altri album e nelle cornici. In tutto questo mi sono dimenticato di farti gli auguri…Non so quanto per te possano valere le mie parole e i miei auguri, ma spero che un giorno capirai e che la vita ti permetta di coronare tutti i tuoi sogni…


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