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Leonardo Giugliano

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Il risultato di un quiz recita: il tuo è l'ottimismo che si impara con l'esperienza. Sei così da sempre perchè hai avuto degli ottimi maestri. Hai raggiunto la serenità di chi dalla vita non si aspetta grandi cose, ma infinite, piccole deliziose sorprese. Sai goderti l'attimo e le gioie anche minime. Ti concentri su ciò che hai e non su quello che ti manca. Sei capace di sceglierti obiettivi ragionevoli e, quando è il caso, di lasciarti trasportare da un'onda avversa senza perdere energie cercando di nuotare contro corrente. La tua forza sta proprio nell'aver accettato le tue debolezze, evitando sfide impossibili che si trasformano in sconfitte sicure.
Qualunque altra presentazione non sarebbe sintetica e precisa quanto questa.

Estate 2009

Senza che nessuno se ne accorgesse, arrivò quella mattina del 16 Agosto. La vacanza era finita. Inutile guardarsi intorno, inutile chiedersi quando erano passati quei 15 giorni, inutile tutto il resto. Alle 8:50 lasciarono il piccolo paesino di Alliste per andare a prendere per l'ultima volta la Strada Statale 274 che ogni sera percorrevano per raggiungere Gallipoli. Durante i 20 minuti di macchina che li separavano da Gallipoli sulle note del Cd Bari-Alliste ripensavano a quanto era successo, a quello che avevano fatto, a quello che non avevano fatto... Sulle note della canzone numero 3 di quello stesso Cd scacciarono quei pensieri quando raggiunsero la terza uscita di Gallipoli, quell'uscita che prendavano ogni sera per raggiungere il caffè Bellini, per poter recuperare i flyers che usavano come riduzioni quando decidevano di andare a ballare. Dalla Peugeot si alzò un pugno al celo...quello stesso pugno diede prima due colpetti al cuore per poi lanciare un bacio a quel posto che per tutto quello che gli ha regalato resterà per sempre nei loro ricordi... Tedd Patterson, Roger Sanchez, Diabolika, Serate Papeete, Rio Bo, Praja, Quartiere Latino, alcool e DevastO ovunque e comunque... Ciao Gallipoli...a presto...

Un film o quasi...

Oggi sei tu che sei rimasto solo. Sei tu che sei stato abbandonato da tutto e da tutti. Sei tu quello che soffre come un cane. Sono stato la prima persona a cui hai telefonato. Sono stato il primo a correre per sostenerti. Oggi puoi capire veramente quello che ho passato. Oggi puoi capire veramente i dolori che ho sopportato. Oggi puoi capire veramente chi ti ha voluto bene per davvero. Oggi sono qui. E ci sarò sempre. Sono qui ad ascoltare tutto quello che non dici al mondo. Sono qui a sostenerti. Sono qui a seguirti qualunque strada prenderai. Sono qui…e qui resterò. Ora tocca a te. Tocca a te capire, cambiare, stringere i denti, soffrire e crescere. Potrei abbandonarti. Potrei lasciarti solo. Potrei godere della tua sconfitta. Potrei godere dei tuoi dolori. Potrei godere delle tue sofferenze. Ma non godo. Soffro con te. Ma oggi dovrai dimostrare di essere cambiato. Dovrai dimostrare che hai capito. Dovrai smettere di fare il superuomo con me. Dovrai smettere di fare il duro con me. Dovrai smettere di pretendere il mio bene e sottintendere il tuo. Hai perso. La vita ti ha trattato come hai sempre trattato. Ma la vita non è stata crudele con te. Ti ha dato una possibilità. Quella possibilità che non ha mai dato a me. E alla fine, in un modo o in un altro, hai vinto. Ma oggi non dovrai più sbagliare. Le occasioni sono uniche. Bisogna saperle prendere al volo e coltivarle. Oggi potremo finalmente avere quel rapporto che abbiamo sempre voluto ma che non siamo mai riusciti ad avere.

Piccola dimenticanza

Un giorno ti dissi: "tra noi le cose non potranno mai tornare come prima...". Dimenticai però di aggiungere questo: " tra noi tutto dovrà tornare diecimila volte meglio di prima...". Si dice che solo sbagliando s'impara. Noi abbiamo sbagliato tanto, ma molte cose abbiamo imparato: tu hai imparato che solamente quando si perde qualcuno si ci rende conto di quanto questo sia importante; che solamente quando qualcuno esce dalla tua vita ti rendi conto degli spazi vuoti che ti ha lasciato dentro e fuori; che quel qualcuno era stato l'unico disposto a tutto per te...anche a sacrificare la propriaìa vita per la vostra Amicizia...con la A maiuscola; io ho imparato che certe situazioni non le si può nè dimenticare nè cancellare; che certe situazioni non le si può rivivere; che certe persone in un modo o in un altro ti lasciano dentro un segno...Un segno indelebile che, dopo aver tentato invano di cancellare, ho poi imparato a guardare, sentendo sulla pelle gioia, tristezza, malinconia, rabbia, dolore...Quello stesso segno che oggi sto piano piano provando a rispolverare; e.....

Strano...

È sabato notte. Ho appena accompagnato Armando a casa. E' l'1:40. Accendo la radio per tenermi compagnia mentre torno a casa. Seleziono una frequenza a caso. Non la ascolto quasi mai e non ho neanche memorizzate le frequenze. Sento il dj che invita i ragazzi a mandargli un messaggio per rispondere ad una domanda molto interessante che non mi sarei mai aspettato da un Dj...soprattutto a quell'ora: "Cos'è la vita? Cosa significa vivere?". L'sms non glielo mando di certo, ma lo rispondo lo stesso: la vita sono gli Amici e vivere significa passare la mia vita con loro: i pilastri fondamentali della mia esistenza, il mio orgoglio, il mio unico punto di riferimento, il mio unico sostegno, la cosa più bella che ho...

Ultimo per te!

Sono solo 5 i km che ci ci separano...per l'esattezza 5,17...Nonostante questo però siamo lontani molti chilometri...anzi...più passa il tempo e più ci allontaniamo: ormai la sola cosa che ho di te è il ricordo dei tuoi occhi; l'unica cosa che so di te è il tuo nome...Chi potrebbe capire quanto ci sto male? Chi potrebbe capire quanto ho sofferto e soffro ancora? Be like yesterday....questo è quello che mi ronza per la testa...essere come ieri...forse si stava meglio quando si stava peggio...forse, forse e ancora forse...Sai qual è la cosa buffa? Che nessuno ti capisce...che nessuno ti potrà mai capire....per il mondo dovrei dirti queste cose, ma entrambi sappiamo che non servirebbe a niente...non è vero? Sai cosa mi succede? Ti sogno: sogno noi...e poi scopro che è solo un sogno che vorrei mi trascinasse via invece di farmi masticare sempre la solita frase: << E' solo uno stupidissimo sogno...un fottutissimo sogno del cazzo....>>

Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c'è niente di meglio al mondo.

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L'ultima pagina di quel diario...

Solo dopo quasi un anno trovo il coraggio di pubblicare questa lettera...l'ultima lettera di quel diario che da quel giorno non ho mai più aperto. Qualcuno nel vederla qui potrebbe trarne grandi soddisfazioni personali, ma quelle soddisfazioni potrebbe benissimo sbattersele nel culo perchè  è solo uno il motivo che mi ha portato a pubblicare questa lettera: qualcosa così bello, così intenso e coì profondo non può restare un semplice documento in formato word in un freddo hard disk di un pc.

03/11/08

Ciao, sarai sicuramente rimasto sorpreso quando mi avrai visto lasciare lì quel pacco…e sicuramente ti starai chiedendo il perché di quel quadro così grande, ingombrante, e forse anche inutile e stupido. Era il lontano 25 agosto, il giorno stesso in cui Armando tornò a casa, che incominciammo a pensare cosa prepararti per il diciannovesimo compleanno. Alla fine decidemmo per un collage di foto, ma non un collage qualunque: un collage enorme: 150x70 Cm! Era un progetto ambizioso: avrebbe richiesto un grande sacrificio di tempo, energie e denaro. Nonostante questo decidemmo di realizzarlo lo stesso, pronti a superare qualunque difficoltà che avremo incontrato. Quel collage doveva essere un simbolo: il simbolo della nostra Amicizia. Doveva essere grande: come grande era l’affetto che ci univa. Doveva essere esagerato: per poterti far arrivare un messaggio che pensavamo non avessi ancora recepito: “Siamo i tuoi Amici: quelli su cui potrai contare in ogni istante e che resteranno per sempre lì vicini a te!”. Più volte avevamo tentato di farti capire questa cosa. Più volte ti eri opposto. Io più di tutti avevo cercato di farti vedere le cose in modo diverso. Ma più di tutti ero andato incontro a continui fallimenti…Carichi di entusiasmo iniziammo il nostro lavoro. Nonostante negli ultimi tempi di settembre discussioni e delusioni erano all’ordine del giorno, ogni domenica mattina tutto veniva messo da parte in vista di quell’obiettivo finale che pensavamo avrebbe ricambiato i nostri sforzi…Tutto questo fino a quando quel sabato sera del 20 settembre ci lasciasti a piedi. Tutto questo fino a quando quella domenica sera del 21 settembre scopristi le tue carte: da quella sera decidesti che era inutile continuare a vederci; decidesti di dare un calcio a tutto quello che c’era stato nei sette mesi precedenti; decedesti di sputare su tutto quello che avevamo fatto; decidesti di pisciare su tutte le esperienze fatte insieme; decidesti di mandare a puttane quanto c’era stato tra di noi. Nonostante questo anche quella domenica mattina, così come le altre fino al 2 novembre, io e Armando abbiamo deciso di portare a termine quel lavoro iniziato. Perché lo abbiamo fatto non lo so. Forse perché ormai eravamo a metà del lavoro, forse perché pensavamo che si trattasse soltanto di un momento no, forse perché pensavamo che il giorno dopo avresti telefonato e ti saresti scusato…ma non lo hai fatto. Ogni giorno abbiamo aspettato quella telefonata…telefonata che non è mai arrivata. Sono passati i minuti, le ore, i giorni, le settimane, un mese…A quel punto il tempo abbiamo smesso di contarlo. Oggi, 3 novembre, sono passati 43 giorni da quel lontano 21 settembre. Sembra quasi che sia passata una vita; così come quasi lungo quanto una vita è il tempo che ormai ci separa…che ci ha separato…che hai voluto ci separasse…Ogni giorno ci chiedevamo perché! Ogni giorno qualcosa ci parlava di te. Ogni giorno qualcosa ci faceva restare lì a guardarci in silenzio senza saper trovare una risposta a quella domanda che diventava, giorno dopo giorno, un tormento sempre più grande. Una domanda a cui non hai voluto mai dare risposta. Ma non fa niente. Ha parlato il tuo silenzio che ci ha fatto capire che non eravamo così importanti da meritare quella risposta; che ci ha fatto capire che per te non siamo mai stati nulla. Il tuo silenzio ha spezzato il nostro cuore avvolgendolo in una fredda coperta di ghiaccio. Il tuo silenzio ha spento quanto di felice, allegro e spensierato c’era in noi: due ragazzi felici di aver trovato un’altra persona come loro; due ragazzi che purtroppo sono rimasti illusi. Abbiamo da poco finito di incartare il tuo regalo. È un momento triste; e non puoi nemmeno immaginare quanto lo sia. Non puoi capire quali strani immagini ci passano davanti agli occhi nel lanciare un finto sguardo indifferente a quelle foto. Siamo lì che incartiamo il quadro. Nessuno osa parlare per non rischiare di rompere un’atmosfera quasi mistica. Ogni tanto il nostro sguardo si incrocia...per poi distogliersi velocemente. È uno sguardo assente. Uno sguardo che vede il passato. Uno sguardo che sta rivedendo tanti momenti…soprattutto quelli della vacanza a Vieste. La pelle d’oca in queste situazioni è normale, ma fingiamo di avere freddo per il tempo…anche se tanto freddo non fa. È il gesto simbolico con il quale chiudiamo definitivamente quanto c’è stato tra noi. Che sia stato bello o brutto non ha importanza. L’unica cosa veramente importante è come ognuno di noi lo ha vissuto e quali sono state le emozioni che ha provato vivendolo. Un momento fatto di alti e di bassi, soprattutto nell’ultimo periodo, ma un momento unico ed irripetibile. E non sono frasi fatte quelle che sto usando. Sai che non sono mai stato un ipocrita. Chi avrebbe mai immaginato che avremo passato lontani questo giorno. Questo momento così importante sa di amaro. Un amaro difficile da buttare giù…per quanto ci siamo abituati. Soprattutto se pensiamo che mai avremo immaginato che tutto potesse finire così. Avremo dovuto passare questo giorno insieme. Vuoi sapere come? Saremo scomparsi per tutto il giorno, senza rispondere a tue eventuali telefonate,  per poi presentarci a sorpresa a casa tua la sera tardi. Perché? Perché volevamo essere gli ultimi a farti gli auguri. Volevamo che prima di addormentarti avessi guardato quel quadro e avessi pensato a noi. Saremo andati da zio Felice, ti avremo fatto spendere tutti i soldi che avevi, ti avremo preso in giro, avremo fatto tante foto e alla fine saremo andati a letto tutti fieri, soddisfatti, contenti, felici e con il cuore pieno di gioia. Sarebbe stato uno di quei momenti che si ricordano per tutta la vita…E invece guarda com’è andata a finire…Che dirti…non lo so. Ci sono così tante cose che vorrei dirti che non so nemmeno da dove iniziare; e non so nemmeno se ne valga realmente la pena perché già so che le mie parole non servirebbero praticamente a niente. Già so che alla fine ti dirai che è la vita e che è giusto che tutto sia andato così. Già so di aver perso soltanto tempo. Spero solo che non butterai questo quadro…come invece ha fatto R. T.. Lo so, visto ora può sembrare un mostro, ma forse un giorno quando lo riguarderai capirai che molto spesso basta un piccolo gesto, una piccola azione, una piccola parola per rendere felice qualcuno. Non importa se lo appenderai o meno, ma ti chiedo di non buttarlo. Pensa che lì dentro è racchiuso l’affetto di due stronzi che ti hanno voluto bene per davvero; che hanno pensato prima a te e poi a loro stessi; che hanno continuato quanto avevano iniziato guidati dalla speranza che forse le cose si sarebbero messe a posto. Lì dentro è racchiusa l’essenza di quello che siamo stati. Per noi lì dentro è racchiusa l’essenza di una Vera Amicizia! Se poi la vista di quel quadro ti dovesse dare tanto fastidio da non riuscire a tenerlo dietro un armadio o in cantina tra i topi e la muffa, riportalo indietro. Riportalo a noi…riportalo a me…Lo metterò dietro l’armadio insieme a quello dei miei vecchi Amici. E lì resterà…per tutta la vita…così come in quell’armadio resterà per sempre lo scatolo dove ho chiuso R. T.. Da quel 21 settembre le cose si sono fatte difficili. Improvvisamente la nostra vita è diventata vuota, sterile, priva di significato…Non ci eravamo mai resi conto di quanto fossimo legati a te. L’unica consolazione siamo stati noi stessi che ancora una volta ci siamo sorretti a vicenda e abbiamo deciso di superare insieme questo momento. Non ti nascondo che molto spesso ci siamo ritrovati ad uscire da soli o a stare con persone che non ci piacevano. In un modo o in un altro siamo però riusciti ad andare avanti; a rifarci una vita; a riempire gli spazi vuoti che ci hai lasciato. E dopo un po’ di tempo siamo finalmente riusciti ad uscirne…In tutto questo tempo che ci ha separato, ho avuto modo di conoscere nuove persone. Persone che mi hanno tenuto compagnia. Persone che hanno cercato di prendere il tuo posto. Persone che hanno finito per volermi bene…Ma purtroppo io il mio bene non riesco a darlo a nessuno. Perché? I tuoi dolori sono stati gli ultimi che ho voluto sopportare. Ho deciso di congelare per sempre il mio cuore e di non dare più a nessuno la possibilità di conoscermi realmente. Sono diventato cinico come te. R. T. direbbe: “Finalment l’hai capit. Si doi vot strunz pkkè a rop a me t l’han fatt nata vot”. Sono stato stronzo. Ed è vero! Sono stato stronzo perché mi sono fidato di persone come lui…di persone come te. Sono stato stronzo perché ho aperto il mio cuore a persone come lui…a persone come te. E sono stato stronzo perché persone come lui e te non me l’hanno fatta solo una volta… Una vita persa commettendo sempre lo stesso errore. Una vita persa a dare tutto me stesso agli altri…Ma su una cosa vi sbagliate tutti e due: non siete stati voi a farmi crescere. Sono stati rabbia dolore e sofferenze. È stato il dolore, che non posso negare o nascondere, l’unica cosa che mi ha spinto a stringere i denti, a guardare avanti, a continuare a camminare sotto la pioggia battente dei ricordi. Quel dolore mi è servito: ho capito che non devo fidarmi degli altri; ho capito che anche da chi meno te l’aspetti puoi essere pugnalato; ho capito che spesso ho cercato la felicità in altre persone senza rendermi conto di averla a pochi passi da casa; ho capito che trovare un Amico è più difficile che vincere i 100 milioni di euro di questo Superenalotto! Il dolore mi ha reso forte. La rabbia mi ha guidato…è stata la mia musa ispiratrice…Le sofferenze mi hanno formato. Mi hanno chiuso. Ormai quella famosa corazza che tu, Armando e Raffaele avevate penetrato è stata ricoperta da uno strato di titanio. Oggi posso dire di essere anch’io come il mondo;  posso dire di essere anch’io come voi…E oggi sareste entrambi fieri di me perché anche io come voi credo solo in me stesso. Però in una cosa ho superato tutti e due: a differenza vostra ho un Amico su cui posso contare…e credimi: per quanto tu possa illuderti di essere un forte lupo solitario, non riuscirai mai ad andare avanti da solo perché prima o poi la tua cattiveria ti si ritorcerà contro. E allora sarai come oggi: un cane…un povero un cane che finirà per farsi mangiare dai suoi stessi simili. E allora capirai quello che mi sono sforzato di farti capire ogni giorno. Ma a differenza tua io non sono cattivo: spero che non soffrirai e che ti renderai presto conto dei tuoi errori. Non auguro a nessuno di passare quello che sto passando io…neanche a te. Non voglio le tue scuse. Non mi servirebbero. Ma sarei fiero di te se capissi i tuoi errori e cercassi di non commetterli più. Proprio quando mettevo da parte R. T., arrivi anche tu. Mi sono stupito, sai? Sono riuscito a vivere abbastanza bene questa situazione perché ho imparato dal mio errore. Il mio unico errore? Aver dato tanto ad una persona che capisce, ma che si rifiuta di considerare tutto ciò che non gli passa per le mutande! Cosa mi resta della nostra storia? Mi restano tante cose. Mi restano foto, video e ricordi. Ricordi che prima mi fanno sorridere e poi mi fanno bruciare il cuore per il dolore…un dolore che non posso accettare né capire perché non so nemmeno qual è stata la causa di tutto questo. Non posso nemmeno dirmi di aver sbagliato, perché penso di essermi sempre comportato bene…e forse è stato proprio questo l’errore. Mi resta il ricordo di sette mesi vissuti insieme: il ricordo dei sette mesi più belli della mia vita…Proprio per questo voglio dirti grazie. Voglio ringraziarti per tutte le nuove esperienze, le nuove sensazioni, le nuove emozioni che mi hai fatto provare e vivere. Voglio ringraziarti per avermi offerto un istante felice nella mia infelice vita. Voglio ringraziarti per essermi stato accanto nel momento del bisogno perché, stanne certo, se non ci fossi stato tu accanto a me, non avrei mai avuto il coraggio di affrontare Giacomo. Se non ci fossi stato tu, quel giorno non mi avrebbe mai attirato a casa sua. Non avrebbe mai avuto il pretesto per scusarsi a modo suo. Se non ci fossi stato tu oggi non potrei essere fiero dell’Imbucato’s. Se non ci fossi stato tu oggi non potrei essere fiero del rapporto che ho con Giacomo. Mi hai dato tanto…in bene e in male. Mi hai fatto vivere dei momenti unici…ma come disse un vecchio saggio il 27 marzo fuori l’autoscuola Sara: prima o poi tutto finisce…e questa cosa finisti dopo un po’ per pensarla anche tu. Se non credi che noi non possiamo essere eterni è inutile vivere questi momenti insieme…ma a quanto pare anche quelle mie parole sono state affidate alle ali del vento…come tutte le altre. Mi resta il ricordo delle lunghe chiacchierate in macchina, sotto casa mia, al Pascucci, al Coco’s, nella Banga, sul terrazzino della mia cameretta, fuori casa di Armando, all’Albatros…ricordi che avrai sicuramente messo via…ricordi che per me restano indelebili. Come tu abbia potuto dare un calcio a tutto questo non lo so…ed è inutile che pensi che non hai dato un calcio a niente perché hai dimostrato il contrario: sono passati 43 giorni…e non hai avuto ancora il coraggio di venirmi a dire in faccia il perché della tua decisone. Va bè, se hai fatto quello che ti sentivi di fare hai fatto troppo bene…cosa vuoi che ti dica. Sei solo un povero vigliacco! Ognuno ascolta il proprio cuore. E purtroppo non tutti ne hanno uno. Io ne ho due, mentre tu non ne hai nemmeno uno. Spero almeno che conservi ancora il ciondolo che ti regalai. Doveva essere un ciondolo dell’Amicizia….il ciondolo della nostra Amicizia. Chi sa se lo metterai ancora quando per andare a ballare indosserai la camicia verde a mezze maniche…Spero di averti insegnato qualcosa. Spero di averti insegnato almeno che portare un peso in due è più facile che portarlo da soli e che condividendo le proprie vittorie con qualcun altro, si può essere più felici. Se ti ho insegnato almeno questo, posso dirmi soddisfatto. E non importa se per farti capire questo abbia dovuto rinunciare a tutto…Come ti sarai sicuramente accorto dopo quel 22 settembre ho tolto le tue foto dall’album Amici: man mano che passavano i giorni, diventava sempre più difficile guardare quel tuo sorriso stampato…quella tua protesi…che da qua giù sembra proprio un sorriso da ipocrita. Oggi toglierò tutte quelle che restano ancora negli altri album e nelle cornici. In tutto questo mi sono dimenticato di farti gli auguri…Non so quanto per te possano valere le mie parole e i miei auguri, ma spero che un giorno capirai e che la vita ti permetta di coronare tutti i tuoi sogni…


...

Ci sono momenti nella vita in cui perdi qualcuno,
Ci sono momenti nella vita in cui perdi qualcosa,
Ci sono momenti in cui il presente fa male, e, guardare avanti o indietro non fa differenza, vedi solo una macchia oscura:
un temporale d'inverno, una partita a mosca cieca,
Ci sono momenti in cui vinci, certo, in ui pareggi, perdi, lasci o raddoppi,
Ci sono momenti in cui sinceramente non te ne frega un cazzzo!

Ci sono momenti nella vita, infine, in cui perdi te stesso, ed altri in cui perdi davvero tutto
Come la gente colpita dal terremoto in Abruzzo.
Io, nella mia vita, ho perso molto, e molto ho ritrovato
Qualcosa lo rimpiango, qualcosa no, qualcosa non ricordo nemmeno di averlo avuto.
Ho perso il pallone di cuoio giù dalla scarpata,
L'anello dei Master nel tombino,
Le chiavi di casa nel buco dell'ascensore.
Ho perso la bicicletta perchè me l'hanno fottuta!
Ho perso un amico per una storia di droga,
Un altro in un incidente d'auto...

Ho perso una donna perchè l'amavo troppo, e altre mille perchè non le amavo affatto.
Ho perso una coppa in finale, una partita a briscola, un treno per tornare a casa,
Ho perso la verginità con una donna più grande di me,
Ho perso la fiducia nello stato guardando quello che ci circonda,
Ho perso l'impulso a lottare, e a battermi per quello in cui credo,
Ho perso la fede, l'idea di giusto, il sonno, e la purezza dei miei 20 anni,
Ho perso la voglia di far tardi, d'imparare a ballare, di diventare qualcuno,
Ho perso l'occasione di stare in silenzio e quella di parlare al momento giusto,
Ho perso la possibilità di chiedere scusa...e quella di accettarle da chi me le offriva,
Ho perso qualche diottria, i denti da latte, e anche un bel po' di capelli
Ho perso i miei nonni, li amavo, un male oscuro me li ha strappati.
Ho perso il mio maglione preferito, una dozzina di cellulari, occhiali, accendini, scarpe, quaderni...

Ho perso davvero molto nella mia vita, ma c'è una cosa che ritrovo sempre:
In una tasca del giubbino, in un sorriso casuale, negli occhi di un bambino,
Nell'abbraccio di un amico, in un bicchiere di vino,
In un libro, in un film, in un disco, in una piega del cuore che non sapevo di avere.
C'è qualcosa che proprio non riesco a perdere,
e questa cosa si chiama speranza:
per me, per voi...

(Lo Zoo di 105 Compilation Volume 2)

Addio...

Era una ragazza come tante. Aveva un lavoro, uno stipendio abbastanza alto e una bella vita. Amava ballare. Amava andare in discoteca. Amava il tech-house, il minimal, il techno e il triblale. Amava fare tardi la sera. Amava stare con gli amici e con le amiche. Amava bere. Amava divertirsi.

Era una di quelle ragazze forti e determinate. Di quelle che nella vita ottengono quel che vogliono. Una di quelle ragazze che si fanno amare da tutti ma che non riescono mai ad amare nessuno.

Una ragazza che ha passato la vita dietro ad un bancone tra clienti, cocktail, caffè e datori di lavoro. Una vita che l’aveva portata in alto, ma senza mai farla scendere a compromessi. Chiunque la vedeva pensava che fosse felice e che non le mancasse niente: la sua allegria, il suo calore e la sua simpatia la facevano apparire a tutti come una di quelle persone che riescono a vivere la vita superando immediatamente le delusioni e godendo al massimo delle gioie. Ma tra un caffè e un cocktail, una pizzetta e un dolcetto mai pagato, quella ragazza cominciò ad aprirsi e a tirare fuori qualche pezzettino di se. Quella ragazza si era innamorata. Per la prima volta dopo 28 anni aveva trovato un ragazzo che le aveva fatto battere forte il cuore. Per la prima volta nella sua vita aveva trovato un ragazzo che le aveva faceva luccicare gli occhi e alzare una gamba quando la baciava. Per la prima volta nella vita aveva trovato un ragazzo che le aveva fatto mancare il fiato, che le aveva fatto avvertire un forte magone alla gola che le aveva fatto sentire le farfalle nello stomaco. Era felice…o quasi. Purtroppo lui aveva già donato il suo cuore e il suo amore ad un’altra…costringendola ad averlo solo come amante. Tra una scopata e l’altra passarono due anni...due lunghissimi anni…Un brutto giorno lui le diede una brutta notizia: sarebbe partito per non tornare mai più. I motivi erano tanti. Ma nessuno era giustificabile…forse era solo un modo per lasciarla pensando così di farle meno male. Il mondo improvvisamente le cadde addosso. Il respiro cominciò a diventare affannoso. La vista cominciò ad annebbiarsi. Da quel giorno la sua vita, quella vita così monotona, statica e brutta che aveva sempre avuto pur avendo sempre apprezzato, cominciò improvvisamente ad apparirle per quello che era, e le pareti di quel bar cominciarono a chiudersi su di lei ogni giorno di più.

Provò a cambiare vita…Dio solo sa quanto ci ha provato…ma da quel giorno le cose sembrarono andarle sempre storte. Era assente. Era triste. Il suo calore non c’era più. Si era spenta per sempre.

Lentamente ritornò quella ragazza di sempre. Quella ragazza che lavorava mentre andava al liceo. Che lavorava mentre andava all’università. Che lavorava mentre scriveva un diario e un libro. Sembrava quasi che ce l’aveva fatta. Ma proprio quando le cose sembravano mettersi bene ecco che una serie di eventi negativi le sconvolsero di nuovo la vita: prima il padre, poi gli amici, infine la madre. Troppe brutte storie…anche per una ragazza forte come lei. E fu allora che lo chiamò. Era a Londra. Le trovò un lavoro. Le trovò una casa. Avrebbe voluto piangere…ma si trattene. Sapeva che in quell’anno in cui non si erano più visti né sentiti nulla era cambiato. Sapeva che in quell’anno lui non l’aveva mai pensata. Sapeva che sarebbe tornata ad essere semplicemente la sua amante. Ma la vita non le aveva dato mai quello che aveva voluto… e rassegnata accettò perdendo tutte le certezze e puntando verso l’ignoto.

Oggi anche lei è lì. Oggi lo accetta e lo prende per quello che è…come ha sempre fatto. Oggi lo stringe tra le sue braccia anche se suo non è…come ha sempre fatto. Oggi gli sussurra ti amo anche se sa che non risponderà…come ha sempre fatto. Oggi lei ha realizzato il suo sogno: lasciare quel bar rosso e nero, andare a lavorare all’estero…tornare da lui…tronare tra le sue braccia…ma ritrovarsi tra le sue gambe.

Questa è la sua storia. Chi sa ora se sarà felice. Chi sa se tornerà… se capirà…se otterrà quello che vuole…se troverà altro…

Senza di te quel bar non sarà più lo stesso...quando tornerai saprai dove trovarci. Noi continueremo a passare lì la nostra vita. Ti lascio questo intervento anche se non lo leggerai mai. In bocca al lupo…e che per una volta la vita ti dia quello che vuoi!

Diventare una Roccia

La filosofia della roccia:
La filoofia della nostra vita
 
Tre sono i principi universali ed assoluti di questa nuova corrente:
 
Ma j k n voglio fa...
 
Ma j k teng a varè...
 
Ma a me k m n fott...
 
Quando imparerai ad apprerzzarli e li applicherai alla vita di tutti i giorni, sari anche tu un nuovo uomo. Sarai anche tu una Roccia come Noi!
 

Semplicemente noi

 
Se lotti e non ti arrendi mai,
sei dinamite dentro!
Se hai bene in mente ciò che vuoi
sei uno di noi!
Se compromessi non ne fai,
anche se rischi grosso,
se colpi bassi non ne dai,
allora sei uno di noi!!!
 
Gianluca Capozzi: uno di noi
 

Storia dell'Imbucato's club

L’Imbucato’s club nacque in modo non ufficiale il 4 dicembre 2007. Quel pomeriggio non avendo un cazzo da fare, mi ritrovai a passeggiare per il corso di Nola in cerca di attività alternative. Mentre passeggiavo perso tra i miei pensieri, ascoltai casualmente la conversazione di due ragazze che decidevano cosa comprare per una festa di diciotto anni che si sarebbe tenuta proprio quella sera a Villa Minieri. Come resistere alla tentazione. Sfogliando la rubrica, mi ritrovai a chiamare un amico da poco conosciuto, che accettò di imbucarsi con me. Da lì in poi si aggiunsero vari membri e si moltiplicarono gli impegni grazie alla varietà dei soci ma soprattutto alle numerose soffiate che persone diverse con mondi diversi riuscivano ad avere. Erano quelli i bei tempi dell’Imbucato’s: con feste che oscillavano da 3 a 6 ogni settimana. Era un delirio totale. Il bar felice praticamente ci aspettava tutte le sere e le bottiglie sue si aggiungevano a quelle di vino che di tanto in tanto alcuni locali ci offrivano o che rubavamo dai tavoli. Perché sì, essere Imbucato’s è anche questo: saper cercare l’alcool e cogliere l’attimo giusto per rubare dai tavoli qualche bottiglia. Di tanto in tanto ricevevamo anche degli inviti e le feste, così come i soci aumentavano sempre di più man mano che le serate si concludevano in modo positivo. L’apogeo dell’Imbucato’s arriva nei mesi di Aprile-Maggio, quando gli inviti erano così tanti che si ebbe l’esigenza di creare un’apposita agenda con tanto di promemoria telematici da inviare ai vari soci per ricordargli i numerosi appuntamenti. Ed è proprio in quel periodo che nasce ufficialmente l’Imbucato’s con Giacomo che viene nominato socio onorario per aver dato un nome al nostro gruppo e per aver portato una ventata di novità, di feste, di soci e di cocktail. Con l’arrivo dell’estate l’Imbucato’s cessa la sua attività. I soci si perdono di vista, le feste non le si pensa più, gli impegni personali fanno mettere da parte il club. Tutto questo fino agli inizi di settembre, per esattezza dal 23 settembre, quando l’Imbucato’s riparte con il fondatore (io), il socio onorario (Giacomo), il socio più anziano (Armando) e un nuovo socio (Danilo). Cambia la gestione e il club si apre anche a individui di sesso femminile. La prova d’iniziazione? Ubriacarsi a cesso e pariare infinitamente. L’Imbucato’s ritorna verso il suo apogeo con l’arrivo del freddo, del gelo, della pioggia e dei diciottenni.

Colgo dell’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno fatto parte dell’Imbucato’s club. L’imbucato’s è come un bambino: cresce nel tempo e ha bisogno della famiglia per maturare e per essere guidato. Le feste sono state il banco prova per testare le novità e il legame trai soci. E molti sono i momenti felici che ognuno di noi porta nel cuore: come la festa al Manhattan con la birra, quella al Nemo con il viola, quella alla valle con il vino…tanto per citarne qualcuna. Ognuno che ha fatto parte di questo gruppo, gli ha dato qualcosa: l’Imbucato’s è anche figlio suo. Perché è proprio questo il bello: l’Imbucato’s non è un club…l’Imbucato’s siamo noi.

Oltre il diario, la vita! Cronache di una crescita.

 E' questo il titolo del mio primo libro pubblicato lo scorso novembre.   
 

 

Il libro è nato da un diario personale che giorno dopo giorno componevo e che tanto mi ha aiutato a superare una fase negativa, forse la più negativa che fin’ora ho vissuto. Quel diario era diventato il mio unico confidente, l’unico strumento da utilizzare per evitare che i mie problemi finissero sulla bocca di tutti.

Questa fase negativa era dovuta ad una serie di delusioni e rivelazioni a cui ero andato in contro molto velocemente, troppo velocemente per un ragazzo che ancora non guardava la vita per quello che era ma che amava nascondersi spesso in un mondo di illusioni. Scoprire che quel mondo, che tanto aveva amato, era solo un’illusione è stato duro e difficile, ma è stato il primo passo per uscirne e per iniziare a vivere nel mondo reale.

Tante erano state le delusioni. Le più importanti avevano riguardato l’amicizia, quell’amicizia che per lui era ed è tutt’ora sacra. Quell’amicizia che collocava prima dell’amore. Aveva cominciato a capire che i suoi amici spesso si rivolgevano a lui solo per i loro interessi, ma non aveva il coraggio di mandarli via; di mandare via quel mondo in cui per anni e anni aveva vissuto. Tutto questo lo aveva portato a crearsi un mondo di illusioni in cui fuggire per immaginare che fossero quelli i suoi migliori amici: i pilastri di cui aveva bisogno per andare avanti.

Parallelamente credette di trovare anche un altro amico: Nicola: uno dei protagonisti del libro. Nicola lo ferì molto…soprattutto quando preferì alla sua amicizia l’amore di una ragazza e….lo lasciò solo come un cretino quel sabato sera sulla piazzetta. Credetemi, non è una bella cosa uscire da soli e avere come unica compagnia la voce del Dj di radio Ibiza. Tradito da Nicola tornò sui propri passi: tornò da quegli amici che aveva trascurato per dare tutto se stesso, in nome dell’amicizia, a Nicola. Loro lo accolsero e lo perdonarono. Non ci poteva credere. Da quel giorno i suoi amici divennero degli eroi e lui cominciò a guardarli con ammirazione…con un luccichio negli occhi che esprimeva tutta la profondità di un vero sentimento nobile quale l’Amicizia….con la A maiuscola….come diceva sempre. Questo fu il primo passo per uscire dalla crisi. A questo ne seguì un altro altrettanto importante: riuscire a dire alla sua migliore amica che l’aveva sempre Amata, seppur inconsciamente e senza rendersene conto. Trattenere dentro di se quel sentimento così grande e nuovo era impossibile. Dirglielo non poteva: aveva paura delle conseguenze negative. Allora le scrisse una lettera che da allora divenne il suo tormento. Dopo molti mesi riuscì a consegnargliela e nonostante la risposta non fu positiva, Paola non lo abbandonò mai e gli rimase fedele sempre da buon amica quale era. Tutto sembrava essersi risolto, ma un ultimo evento cambiò la sua vita. Ad una gita scolastica strinse amicizia con un ragazzo: Armando. La loro amicizia si è sempre più consolidata con il passare del tempo e molto lo ha aiutato. Lo ha aiutato a rompere il suo mondo di illusioni, a tirare fuori tutti i suoi aspetti positivi, a lavorare quel diamante grezzo che era.

Oggi le cose sono cambiate. La vita è un continuo fluire e nessun diario, per quanto grande possa essere, potrebbe contenere l’evolversi della nostra vita.

Oggi quegli amici che guardava con orgoglio non li saluta neanche più. Un po’ per errori da loro commessi, un po’ per orgoglio ma... li porta ancora dentro il suo cuore. Non li dimenticherà mai. Tornare indietro non si può. Ma un vero amico non lo si dimentica mai…che sia vissuto in questo mondo o in uno immaginario non ha importanza.

Paola è ancora al suo fianco e ormai quell’Amore è stato messo da parte. La vita continua! Anche se ancora oggi un altro amore non lo ha trovato.

E Armando? È ancora lì ad aiutarlo e a sostenerlo nei momenti più bui e difficili con i suoi consigli. Certo, non come prima perché oggi Leonardo ha imparato a sorreggersi sulle sue gambe, ma è ancora un bambino e ha bisogno di qualcuno che ogni tanto lo afferri per non farlo cadere.

Vedere che tutti possano leggere i miei segreti, problemi e sofferenze non mi fa male. Oggi quei problemi li ha totalmente superati . Quelle sofferenze non ci sono più…ce ne sono altre. Quei segreti non sono più tali. Ma non ha importanza perché il Leonardo del diario non esiste più. Ora ce n’è uno diverso. Il Leonardo tradizionalista moderato, come mi definivo, e credente in una serie di valori del passato solo perché lui quelle gioie non le aveva mai provate, ora non esiste più. Al suo posto ce n’è uno nuovo…e questo non è da scoprire con un diario…

Leggere un diario è importante. Molto spesso quello che succede agli altri, succede anche a noi. Un’esperienza, un’emozione, una sensazione, una situazione...e avere la possibilità di confrontarci con qualcun altro è importante…soprattutto se non si hanno fratelli o amici da imitare.

Il libro è indirizzato soprattutto ai giovani e ai giovanissimi perché offre la possibilità di leggere un punto di vista su determinate situazioni e di esprimere la propria opinione confrontandosi con l’autore stesso. La scuola non ci educa. I genitori neanche. L’educazione ce la facciamo da soli e…spesso sbagliamo. Avere un punto di riferimento è importante. Non mi ritengo una guida per i giovani, ma uno di loro che dopo tante esperienze negative e dolorose, oggi può dirsi ottimista, felice e amante della vita.

 

 

Per chi fosse interessato all'acquisto:
 
Oltre il diario, la vita!    
Cronache di una crescita
 
I Narranti autoproduzioni (Casa editrice)
 
978-88-89676-09-7 (Codice ISBN) 
 

 
Bene. Ora anche io ho un Guestbook. Perchè solo ora? Perchè solo ora ho scoperto a che serve hihihi!!
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Che cos'è la vita?
 
La vita è un gioco forte e allucinante,
la vita è lanciarsi con il paracadute, è rischiare,
è cadere e rialzarsi, è alpinismo,
è voler raggiungere la vetta di se stessi,
e ritrovarsi insoddisfatti e angosciati quando non ci si riesce...
 
ci sono infiniti interrogativi nobili da porsi, come mille pensieri più "futili" di cui è giusto occuparsi... ma questa rimane la domanda della domande, la più profonda, una delle poche ancora "non risolte" e che in realtà poche persone, io per prima, si pongono. pensandoci bene non è mai sufficiente il tempo passato a meditare sul senso della vita, nè mai abbastanza le sfaccettature che si possono apprezzare e valorizzare di essa.
forse in questo momento non sono la persona piu' indicata a dare una risposta. anche perché la vita non la sto capendo per niente. ma in altre circostanze direi che la vita è il regalo più grande e meraviglioso che ci potessero fare... è come l'arcobaleno piena di colori e di sfumature!!!
July 18

Ho letto il commento che mi lasciasti tempo fa nel mio guest book e, come avevi chiesto, sono venuta a visitare il tuo.

In quel momento cercavo un sorriso e, di conseguenza, mi sono soffermata a leggere le foto, convinta che fosse quello i lato più originale del tuo space.

Oggi, di nuovo, sono venuta qui a cercare un momento di ironia,però mi sono soffermata a leggere anche quelle piccole colonnine di lato..quelle colonnine che credevo di aver scritto io in un giorno che non ricordo, che non c'è mai stato.

Riesci ad esprimere le cose in un modo così aperto e sincero le cose che io so rappresentare solo con un enigma, e forse è per questo che gli altri non riescono ad aiutarmi nel trovare una risposta.

Tutto questo alla fine è per farti i miei complimenti...davvero!

Buona fortuna in tutto

July 15
GiOvAnNawrote:
ciau leo!!  hai scritto k forse creare un blog è un cazzata..bhè le cazzate le facciamo tutti! io  ho comprato il tuo libro!!!xd....cmq mi gusta mlt il blog e apprezzo la tua pazienza nel modificare ogni foto! 6 veramente originale e simpa! nn so ke altro dire...bhè aspetto un commento anke sul mio spaces! ciaoo baci
Nov. 4
valentinawrote:
ciao   infatti...mi fai ripensare alle mie pazze serate....fai beneeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!bacioooooooooooo  ciao vale
 
June 28
Vedendo le foto, potreste pensare che siamo dei cattivi ragazzi. Ma non è così. Siamo solo dei ragazzi che in un modo o in un altro si vogliono divertire senza danneggiare niente e nessuno.
June 15

Sfogo

Ciao, sono passati solo tre mesi da quando è successo quello che è successo, ma ora sento il bisogno di scriverti perchè quando mi sento solo, sento che soltanto tu puoi capirmi...tu che mi ascolti e non mi interrompi mai...La notte è bella: fresca e silenziosa. Non ho sonno. Mi giro nel letto perdendomi tra i miei pensieri: prima a destra...pensando al passato; poi a sinistra...pensando al futuro; infine mi metto supino e penso al presente. Piano piano la mia cameretta scompare. Il letto si solleva. Mi sa che ho bevuto troppo. Inizia il viaggio. Chi vedo? Me stesso. Cosa vedo? Me stesso con un carico di stupidità che diventa sempre più grande man mano che dal passato passo al presente e poi al futuro voltandomi prima da un lato e poi da un altro. La cosa che più mi colpisce è vedere il mio futuro: ancora una volta ho perso tutto e tutti. Ancora una volta resto solo e ferito. Ancora una volta soffro. Ancora una volta non butto quella srupidità che mi porta ad amare gli altri più di me stesso; a fare tutto per loro; a dare anche l'impossibile ricevendo solo poco o niente. Il viaggio finisce. Mi addormento. Oggi vado avanti per inerzia. Il mondo mi corre veloce intorno. Non ho voglia di fare niente. Ogni cosa sarebbe inutile. Sto zitto e penso. Penso che devo cambiare. E forse inizierò a star meglio e a non soffrire più. Forse così anche io vivrò per me e non per gli altri. Forse, forse e ancora forse. E' il sentirsi soli a portarti alla soglia della disperazione...ed è questa a farti cambiare, a farti vedere quello che di solito sei abituato a guardare...a farti sentire quello che di solito sei abituato ad ascoltare...a farti essere come il mondo...quando il mondo lo hai sempre criticato e snobbato...E così comincia l'inizio della fine...quelli che tutti vedono ma che scambiano per la fine dell'inizio senza rendersi conto che sono già morti pur essendo vivi.....

Perchè un blog

E alla fine anche io mi sono fatto contagiare dalla mania di avere un blog. Che cazzata!! Bè, penso che tutto sommato non sia una cattiva idea, anche se sicuramente sarò il solo a frequentarlo. Non so neanche perchè mi sono convinto a farlo. Forse solo perchè sono un po' egocentrico...solo un pochino però. Bah!! Magari dopodomani lo cancello anche...